È un’esperienza che si ripete, ma che ogni volta cambia, si trasforma, si evolve.
Ogni volta che torno a Medjugorje è come fosse la prima volta. Perché ogni volta si arriva qui diversi: con il peso della quotidianità, con le domande che ci portiamo dentro, con il desiderio di trovare risposte. Ma anche con una certezza: qui si respira una pace particolare, una pace che non si impone, ma ti raggiunge; non fa rumore, ma parla in profondità.
Ogni pellegrinaggio lascia qualcosa. A volte una risposta, a volte una domanda nuova. A volte semplicemente uno sguardo diverso sulla vita, sulle persone, su se stessi. Si riparte portando nel cuore qualcosa che prima non c’era, o che forse c’era già, ma che finalmente riusciamo a vedere con maggiore chiarezza.
Questo pellegrinaggio è stato segnato da tre parole che sento profondamente profetiche:
accoglienza, alleanza, fiducia.
Tre parole e un comune denominatore: l'amore di Dio per ciascuno di noi
Abbiamo incontrato i ragazzi che vivono nella casa dell’associazione Gesù Confido in Te. Ci hanno raccontato le loro storie, spesso difficili, segnate da ferite, cadute e fatiche. Ma ci hanno raccontato soprattutto di una rinascita: di come l’incontro con Gesù abbia cambiato la loro esistenza.
Nei prossimi giorni, svilupperemo con più chiarezza il senso delle tre parole.
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