quando tutto cambia, Dio rimane
«Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Tutto passa, Dio non cambia. La pazienza ottiene tutto. Chi possiede Dio non manca di nulla. Dio solo basta». (Santa Teresa d’Avila)
Queste parole non sono una formula per cancellare i problemi e non sono nemmeno un invito a fingere che vada tutto bene.
Viviamo in giorni veloci, pieni di rumore, preoccupazioni e cambiamenti improvvisi. Basta una telefonata, una notizia, un problema di salute o una difficoltà economica per perdere la serenità.
Ci sentiamo forti finché tutto procede secondo i nostri programmi. Poi qualcosa si rompe e scopriamo quanto sia fragile il nostro equilibrio.
Nulla ti turbi
È facile dire di non preoccuparsi quando tutto procede secondo i nostri programmi. Diventa molto più difficile quando arriva una notizia inattesa, quando una relazione entra in crisi, quando il lavoro non dà sicurezza o quando la salute ci rende fragili.
Il turbamento nasce spesso dal desiderio di controllare tutto: il futuro, le persone, gli avvenimenti, perfino le risposte di Dio. Vorremmo sapere subito come andrà a finire.
Ma la fede non è la certezza che tutto andrà esattamente come vogliamo. È la fiducia che, qualunque cosa accada, Dio continuerà a camminare con noi.
Nessuno ci chiede di diventare insensibili. Nessuno dice che un credente non deve provare paura, dolore o smarrimento. Siamo piuttosto invitati a non lasciare che la paura governi ogni nostra scelta.
La fede non elimina automaticamente l’ansia, ma ci impedisce di affrontarla da soli.
Nulla ti spaventi
Ci sono momenti nei quali il futuro sembra più grande delle nostre forze. Pensiamo a tutto ciò che potrebbe andare storto e finiamo per vivere oggi dentro problemi che forse non arriveranno mai.
La paura fa parte della vita. Non è una colpa e non è un segno di mancanza di fede. Anche nel Vangelo incontriamo persone impaurite, stanche, confuse. Gli stessi discepoli, durante la tempesta, gridano perché pensano di essere perduti.
Gesù non li rimprovera per la loro fragilità. Li richiama alla fiducia. (Matteo 8, 23-27)
La fede non elimina automaticamente la paura, ma impedisce alla paura di avere l’ultima parola.
Questa è una fede adulta: non una fuga dalla realtà, ma un modo nuovo di abitarla.
La presenza di Dio non significa che non incontreremo difficoltà. Significa che nessuna difficoltà avrà il potere di toglierci definitivamente la speranza.
Tutto passa, Dio non cambia
Questa frase può apparire quasi troppo semplice, ma contiene una grande verità.
Ci sono momenti in cui tutto sembra stabile e altri in cui perdiamo ogni riferimento.
Anche ciò che oggi sembra insopportabile, nel tempo, può assumere un significato diverso.
“Tutto passa” non significa che tutto si dimentica.
Alcune esperienze lasciano un segno profondo. Alcune ferite richiedono tempo e cura. Ma nessun momento, per quanto duro, rappresenta tutta la nostra vita.
La notte non è il destino della luce. È soltanto una parte del suo cammino.
Tutto passa, invece Dio resta.
Dio non cambia
Noi cambiamo continuamente.
Cambiano i nostri sentimenti, i desideri, le convinzioni e persino il nostro modo di pregare. Ci sono giorni in cui sentiamo Dio vicino e altri nei quali ci sembra lontano. Ci sono periodi di entusiasmo e periodi di stanchezza.
Il suo amore non dipende dal nostro umore. Non diminuisce quando siamo fragili. Non si allontana quando sbagliamo. Non si stanca di noi quando ripetiamo gli stessi errori.
Possiamo allontanarci, ma Lui continua a cercarci.
Possiamo dubitare, ma Lui continua a sostenerci.
Possiamo non riuscire a pregare, ma Lui continua ad ascoltare il nostro silenzio.
La sicurezza del cristiano non nasce dal pensiero che ogni cosa andrà esattamente come desidera. Nasce dalla certezza che Dio non smetterà di esserci.
Dio non ci ama di più quando siamo forti e di meno quando siamo fragili.
La sua presenza è fedele.
La pazienza ottiene tutto
La pazienza non è rassegnazione. Non significa subire in silenzio o accettare ogni ingiustizia.
La pazienza cristiana non è rassegnazione.
La pazienza evangelica è la capacità di restare, di non fuggire subito, di non considerare finita una storia soltanto perché sta attraversando un momento difficile.
La pazienza è la capacità di continuare a credere, lavorare e amare anche quando i risultati tardano ad arrivare.
Essere pazienti significa dare tempo alle persone, a noi stessi e anche a Dio.
Un seme non diventa albero in una notte. Una ferita profonda non guarisce in un giorno. Una vita non cambia con una sola decisione.
Dio lavora spesso nel silenzio, nelle profondità che noi non vediamo.
La pazienza è fiducia in movimento
- La fiducia ha bisogno di tempo.
- Una relazione ha bisogno di tempo
- Una ferita ha bisogno di tempo
- Anche la fede ha bisogno di tempo.
La pazienza è continuare a seminare anche quando il raccolto non si vede ancora.
Chi possiede Dio non manca di nulla
Questa frase potrebbe essere fraintesa. Non significa che chi crede non avrà problemi, bisogni o sofferenze.
Avere Dio non significa possedere una garanzia contro le difficoltà.
Anche una persona di fede può conoscere la solitudine, la malattia, la precarietà economica e il dolore. Il Vangelo non promette una vita comoda. Promette una vita abitata.
Il cuore umano desidera amore, senso, riconciliazione e verità. Nessun oggetto e nessun risultato possono soddisfare pienamente questa ricerca.
Dio non sostituisce le persone, gli affetti o i progetti. Li illumina. Li libera dal peso di dover essere la risposta a tutto.
Chi possiede Dio non possiede una soluzione magica. Possiede una relazione capace di sostenere tutto il resto.
Quando sappiamo di essere amati da Dio, non dobbiamo continuamente dimostrare il nostro valore. Non siamo definiti soltanto da ciò che produciamo, dal successo che raggiungiamo o dal giudizio degli altri.
Siamo figli.
Questa consapevolezza non elimina le mancanze materiali o affettive, ma impedisce loro di dirci che non valiamo nulla.
- Possiamo perdere qualcosa senza perdere noi stessi.
- Possiamo attraversare la solitudine senza essere abbandonati.
- Possiamo fallire senza smettere di essere amati.
Dio solo basta
Questa è forse la frase più forte.
Le persone possono amarci profondamente, ma rimangono fragili. Le sicurezze materiali possono aiutarci, ma possono anche venire meno.
“Dio solo basta” non è una frase contro la vita. Non significa disprezzare il mondo, rinunciare ai sogni o allontanarsi dalle persone.
Non significa che gli affetti, l’amicizia, il lavoro e i progetti non siano importanti. Tutto ciò che è buono è un dono e merita di essere amato.
Al contrario, chi scopre che Dio basta può vivere ogni cosa con maggiore libertà.
Può amare senza paura di perdere. Può donare senza calcolare sempre il ritorno. Può attraversare il dolore senza pensare che la propria vita sia finita. Può riconoscere i propri limiti senza sentirsi inutile.
Dio basta perché il suo amore dice alla nostra vita: “Tu hai valore anche quando non riesci. Sei amato anche quando sei stanco. Sei cercato anche quando ti senti lontano”.
Le paure passano, anche quando sembrano immense. Le stagioni difficili passano. Perfino le ferite, con il tempo e la cura, possono trasformarsi. Tutto passa.
Dio resta.
E quando Dio resta, possiamo trovare la forza per restare anche noi: nella vita, nelle relazioni, nella speranza.
Solo Dio può raggiungere il punto più profondo del nostro cuore.
Dio solo basta non perché tutto il resto sia inutile, ma perché soltanto Lui può dare un fondamento stabile a tutto ciò che amiamo.
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