la logica che capovolge il mondo
Un versetto molto conosciuto nel Vangelo, se preso sul serio, invita ad una riflessione interiore profonda. È Matteo 10:8, “Guarite i malati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.”
Ora Gesù manda i Dodici in missione. Non hanno seguito un corso di formazione pluriennale, né letto un manuale di istruzioni di alcun tipo, né ottenuto una laurea in teologia. Tutto con un unico semplice comando, mosso da una grande idea: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Fermiamoci un secondo a questa espressione: non è un’ampia indicazione riguardo alla condizione spirituale. Questa è la struttura di base di tutta la vita cristiana.
Il problema con cui tutti noi dovremo fare i conti
Nasciamo in un mondo immerso in una logica di scambio. Io do per ricevere. Io investo per ricavare un profitto. Se in seguito qualcosa ritorna a me, magari solo un atteggiamento di gratitudine, o un post di ringraziamento, allora aiuto.
Persino riguardo alla fede cadiamo in questo: preghiamo per ricevere, serviamo per sentirci giustificati, evangelizziamo perché ci dà valore.
E Gesù distrugge tutto questo con le parole: “Nella vostra vita avete ricevuto gratuitamente, gratuitamente date”
Non è un premio che ti sei guadagnato. Ogni cosa è dono: fede, salvezza, perdono, e persino il respiro che hai inspirato stamattina. E un dono, per definizione, non è ciò per cui uno pagherebbe denaro. È grazia finché non la monetizzi, poi diventa commercio.
Non hai nulla da vendere, hai solo tutto da dare
Consideriamo questo: nessuno di noi, in ogni caso, meritava l’amore di Dio. Come dice chiaramente san Paolo in Romani 5:8: “mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” Nessuna fattura, nessun deposito richiesto.
Allora perché, quando amiamo, perdoniamo e accogliamo, dovremmo tenere il conto? Perché aspettiamo che l’altra persona se lo meriti prima di stendere una mano?
Il cristiano non è una persona che ha guadagnato alcuni meriti che può condividere in modo limitato. Un uomo a cui è stato dato tutto senza chiederlo, che ora, semplicemente, restituisce quello stesso flusso di grazia a chiunque gli si presenti davanti.
L’evangelizzazione non è una vendita, significa dare.
Questo versetto offre una bussola affidabile a chiunque oggi desideri annunciare il Vangelo. Tu non stai proponendo un prodotto.
Nessuno compra un’idea; noi non stiamo vendendo un’idea. Capisci che non possiedi ciò che stai condividendo: è gratis, e il suo valore aumenta nel momento stesso in cui lo doniamo.
Quindi, se dai, allora avrai sempre di più. Prova a farlo con il denaro: si esaurisce. Fallo con l’amore, fallo con la fede, fallo con la speranza: questa è l’unica economia in cui il dare non ti rende più povero, ma diventerai più ricco.
Una domanda per te, oggi
Ma non devi “risuscitare i morti” tu stesso per vivere questo versetto (anche se, se siamo sinceri, tutti noi conosciamo qualcuno che è un’ombra di ciò che era e ha bisogno di essere risvegliato alla vita). Limitati a chiederti:
*Che cosa ho ricevuto gratis e che non sto condividendo con gli altri? *
Perdono che forse hai conosciuto. Un incoraggiamento di cui ti trattieni dall’offrire. Tempo che potresti dare invece di contarne il costo. Una fede che pratichi dietro porte chiuse invece di condividerla.
Matteo 10:8 non è per il tuo missionario a lunga distanza. È pensato per te oggi, in ufficio, a motivo della famiglia, dei social media, per strada.
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